Nel III secolo a.C., Crotone non rappresentava più la grande potenza della Magna Grecia che, nei secoli precedenti, aveva primeggiato per forza militare, cultura filosofica e prestigio atletico. La città, pur mantenendo un ruolo importante nella rete urbana della costa ionica, affrontò un lento ma progressivo declino politico, segnato da crisi interne e dal suo ingresso nell’orbita di influenza di Roma.
Due furono i momenti chiave di questo secolo: l’adesione alla guerra fra Taranto e Roma e la partecipazione alla Seconda Guerra Punica.
Nel 277 a.C., durante la guerra tarantina, Crotone fu inizialmente alleata di Roma e in seguito del generale Pirro, giunto dall’Epiro in aiuto di Taranto. Questo cambio di fazione determinò l’attacco da parte delle truppe del generale romano
... leggi di più >Nel III secolo a.C., Crotone non rappresentava più la grande potenza della Magna Grecia che, nei secoli precedenti, aveva primeggiato per forza militare, cultura filosofica e prestigio atletico. La città, pur mantenendo un ruolo importante nella rete urbana della costa ionica, affrontò un lento ma progressivo declino politico, segnato da crisi interne e dal suo ingresso nell’orbita di influenza di Roma.
Due furono i momenti chiave di questo secolo: l’adesione alla guerra fra Taranto e Roma e la partecipazione alla Seconda Guerra Punica.
Nel 277 a.C., durante la guerra tarantina, Crotone fu inizialmente alleata di Roma e in seguito del generale Pirro, giunto dall’Epiro in aiuto di Taranto. Questo cambio di fazione determinò l’attacco da parte delle truppe del generale romano Cornelio Rufino, che la conquistarono: lo storico Tito Livio racconta che la cittadinanza, già ridotta di numero nel periodo precedente, contava ormai solo circa 2.000 abitanti.
Durante la Seconda Guerra Punica, che portò Annibale a stanziarsi nell’Italia meridionale, la popolazione si divise: l’aristocrazia sosteneva Roma, mentre la plebe appoggiava il generale cartaginese e i Brettii, popolazione indigena sua alleata. La città cadde nelle mani di questi ultimi, subendo un ulteriore tracollo. Al termine della guerra, i Romani vi fondarono una colonia marittima di 300 cittadini guidata da Cn. Ottavio, L. Emilio Paolo e C. Letorio.
Lo storico Tito Livio racconta che a vent’anni di distanza da questi eventi, Crotone non si era ancora ripresa: viene narrata, infatti, la difficoltà di riparare il tempio di Hera Lacinia presso il promontorio di Capo Colonna, di cui erano state sottratte le tegole di marmo, a causa della carenza di artigiani. Il centro urbano, di dimensioni molto limitate rispetto alla città greca, occupava soprattutto l’antica acropoli e parte della pianura vicina, come mostrano le necropoli scoperte nelle campagne di scavo realizzate nell’attuale centro urbano, che hanno fornito preziose informazioni sulla demografia e l’economia della città in questa fase storica.
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