Tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del I sec. a.C., nella area settentrionale del promontorio fu costruito un edificio di funzione incerta, caratterizzato da un portico affacciato sulla grande strada est-ovest (Via delle Terme), due stanze quadrate e ampi ambienti rettangolari. Circa trenta anni più tardi, la struttura fu trasformata in complesso termale (18x22 metri), con la costruzione di un ambiente circolare per i bagni di sudore (laconicum) e una fornace (praefurnium) per riscaldare l'acqua della vasca che si trovava in un ambiente adiacente, dove si svolgevano i bagni caldi. Questo vano è decorato con un bellissimo mosaico a motivi geometrici e raffigurazione di delfini e riporta un’iscrizione in cui sono nominati i magistrati romani che avevano commissionato l’edificazione
... leggi di più >Tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del I sec. a.C., nella area settentrionale del promontorio fu costruito un edificio di funzione incerta, caratterizzato da un portico affacciato sulla grande strada est-ovest (Via delle Terme), due stanze quadrate e ampi ambienti rettangolari. Circa trenta anni più tardi, la struttura fu trasformata in complesso termale (18x22 metri), con la costruzione di un ambiente circolare per i bagni di sudore (laconicum) e una fornace (praefurnium) per riscaldare l'acqua della vasca che si trovava in un ambiente adiacente, dove si svolgevano i bagni caldi. Questo vano è decorato con un bellissimo mosaico a motivi geometrici e raffigurazione di delfini e riporta un’iscrizione in cui sono nominati i magistrati romani che avevano commissionato l’edificazione del balneum, i duoviri quinquennales Lucilius Macer e Tito Anneo Thraso. Tra la fine del I sec. a.C. e i primi decenni del I sec. d.C., l’edificio subì diverse trasformazioni: dapprima furono modificati gli spazi e i percorsi interni, ancora destinati ai bagni; successivamente le vasche furono interrate e l’edificio cambiò completamente la sua funzione, che tuttavia resta ancora sconosciuta.
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