Sul terrazzo naturale di San Nicola, poco a nord dell’attuale centro storico di Amendolara, sorgeva un importante abitato di epoca arcaica, attivo tra la fine del VII e il VI secolo a.C. Il sito, esteso per circa venti ettari, si sviluppava non lontano da Rione Vecchio, altura che era già stata sede di un insediamento protostorico, nato intorno al XVI secolo a.C. Lo sviluppo dell’abitato arcaico mantenne, quindi, la posizione strategica del villaggio precedente, protetto naturalmente su tre lati da pendii scoscesi e aperto verso il mare. Gli scavi archeologici, avviati a partire dagli anni ‘60, hanno riportato alla luce un impianto urbanistico regolare, con abitazioni a pianta rettangolare disposte secondo un orientamento coerente, con cortili interni, ambienti per la vita domestica
... leggi di più >Sul terrazzo naturale di San Nicola, poco a nord dell’attuale centro storico di Amendolara, sorgeva un importante abitato di epoca arcaica, attivo tra la fine del VII e il VI secolo a.C. Il sito, esteso per circa venti ettari, si sviluppava non lontano da Rione Vecchio, altura che era già stata sede di un insediamento protostorico, nato intorno al XVI secolo a.C. Lo sviluppo dell’abitato arcaico mantenne, quindi, la posizione strategica del villaggio precedente, protetto naturalmente su tre lati da pendii scoscesi e aperto verso il mare. Gli scavi archeologici, avviati a partire dagli anni ‘60, hanno riportato alla luce un impianto urbanistico regolare, con abitazioni a pianta rettangolare disposte secondo un orientamento coerente, con cortili interni, ambienti per la vita domestica e spazi dedicati ad attività artigianali. Questo tipo di organizzazione, tipico delle città greche, evidenzia certamente capacità tecniche e influenze culturali derivate dalla prossimità di questo abitato alla colonia greca di Sibari, posta solo una trentina di km a sud.
Tra le strutture più significative si segnala una fornace per la produzione di ceramica locale, ma anche numerosi frammenti di vasi importati, soprattutto dalla Grecia orientale, dall’area corinzia e dall’Attica. Il rinvenimento di oltre mille pesi da telaio testimonia, inoltre, che la tessitura doveva essere un’attività produttiva molto fiorente nell’abitato di San Nicola. Di particolare interesse è un piccolo gruppo di pesi che presentano iscrizioni incise e che riportano nomi femminili scritti in alfabeto acheo, la lingua dei coloni sibariti. Ciò conferma la partecipazione attiva di questo centro agli scambi culturali e commerciali con la vicina Sibari, anche se dobbiamo immaginare rapporti diretti anche con le altre colonie greche presenti lungo la costa ionica, come Metaponto.
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