Intorno all'ultimo trentennio del I sec. a.C., forse per ragioni difensive, l'area del santuario e dell'abitato romano venne racchiusa da una possente cinta muraria, oggi conservata sui lati occidentale e meridionale, per una lunghezza di circa 300x250 m. La muratura è formata da blocchi di grandi e medie dimensioni di calcarenite locale (opus quadratum), sui quali poggia un rivestimento in blocchetti quadrati di calcare disposti in diagonale (opus reticulatum). Entrambi i rivestimenti sono legati a un nucleo interno formato da frammenti di calcarenite, pietre e terracotta, uniti con malta di calce, sabbia e pozzolana (opus caementitium). Sul lato ovest si conservano tre torri quadrangolari e una monumentale porta d’accesso. Le prime indagini, condotte da P. Orsi nel 1910, portarono il grande
... leggi di più >Intorno all'ultimo trentennio del I sec. a.C., forse per ragioni difensive, l'area del santuario e dell'abitato romano venne racchiusa da una possente cinta muraria, oggi conservata sui lati occidentale e meridionale, per una lunghezza di circa 300x250 m. La muratura è formata da blocchi di grandi e medie dimensioni di calcarenite locale (opus quadratum), sui quali poggia un rivestimento in blocchetti quadrati di calcare disposti in diagonale (opus reticulatum). Entrambi i rivestimenti sono legati a un nucleo interno formato da frammenti di calcarenite, pietre e terracotta, uniti con malta di calce, sabbia e pozzolana (opus caementitium). Sul lato ovest si conservano tre torri quadrangolari e una monumentale porta d’accesso. Le prime indagini, condotte da P. Orsi nel 1910, portarono il grande propileo d’ingresso.
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