Sulle fasi di occupazione più antiche del territorio di Amendolara, risalenti alla nascita del primo insediamento protostorico, le informazioni sono poche e frammentarie. A partire dall’età del Ferro, fra il IX e l’VIII secolo a.C., iniziano invece a emergere dati più concreti. La scoperta di alcune necropoli permette di conoscere meglio i caratteri di una comunità stabile e ben organizzata. Le aree di sepoltura si concentrano, in particolare, nelle contrade Mangosa e Paladino (detta anche Uomo Morto) e nell’area del pianoro di San Nicola, in una zona poco distante dal luogo in cui più tardi sorgerà un abitato arcaico. Le tombe sono databili in gran parte fra l’VIII e il VI secolo a.C. e sono accompagnate da corredi che variano in funzione del rango del defunto. Tra gli oggetti
... leggi di più >Sulle fasi di occupazione più antiche del territorio di Amendolara, risalenti alla nascita del primo insediamento protostorico, le informazioni sono poche e frammentarie. A partire dall’età del Ferro, fra il IX e l’VIII secolo a.C., iniziano invece a emergere dati più concreti. La scoperta di alcune necropoli permette di conoscere meglio i caratteri di una comunità stabile e ben organizzata. Le aree di sepoltura si concentrano, in particolare, nelle contrade Mangosa e Paladino (detta anche Uomo Morto) e nell’area del pianoro di San Nicola, in una zona poco distante dal luogo in cui più tardi sorgerà un abitato arcaico. Le tombe sono databili in gran parte fra l’VIII e il VI secolo a.C. e sono accompagnate da corredi che variano in funzione del rango del defunto. Tra gli oggetti ritrovati si annoverano vasi in ceramica di produzione locale e di importazione, spille (fibule) in bronzo, armi, oggetti di ornamento in ambra e pasta vitrea, e talvolta anche strumenti in ferro. Essi restituiscono non solo informazioni utili per ricostruire la cultura materiale del periodo, ma sono anche importanti indizi sull’organizzazione sociale e sui contatti che si erano creati tra le popolazioni indigene e il mondo greco già prima della fondazione di Sibari. La varietà e la qualità dei corredi testimoniano, infatti, una società articolata, in cui sono ben chiare distinzioni di status e ruoli. L’influenza della cultura greca risulta progressivamente sempre più evidente non solo per la presenza di ceramiche di importazione provenienti dall’area Ionica e dall’Attica, ma anche per l’adozione di pratiche funerarie vicine a quelle della cultura greca. Tali influenze divennero sempre più forti grazie ai contatti che si stabilirono con le colonie greche del versante ionico, come Sibari, nata alla fine dell’VIII secolo a.C. a meno di 30 km a sud, e Metaponto, a circa 60 km a nord.
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