La Sibaritide è un’area della Calabria settentrionale caratterizzata da un’ampia pianura alluvionale, attraversata dal corso dei fiumi Crati e Coscile. Ai margini di questa fertile distesa si elevano rilievi collinari e montuosi, che delimitano naturalmente il territorio.
Durante il II millennio a.C. le alture della Sibaritide, come quelle di tutto il versante calabrese, furono abitate da comunità indigene organizzate in piccoli villaggi. Tali insediamenti, tutt’altro che isolati, rappresentavano una realtà dinamica e ben strutturata, con la quale i Greci entrarono in contatto quando, alla fine dell’VIII secolo a.C., approdarono sulle coste ioniche della Calabria.
Le testimonianze archeologiche restituiscono un panorama articolato e vivace: abitati, luoghi di culto e necropoli
... leggi di più >La Sibaritide è un’area della Calabria settentrionale caratterizzata da un’ampia pianura alluvionale, attraversata dal corso dei fiumi Crati e Coscile. Ai margini di questa fertile distesa si elevano rilievi collinari e montuosi, che delimitano naturalmente il territorio.
Durante il II millennio a.C. le alture della Sibaritide, come quelle di tutto il versante calabrese, furono abitate da comunità indigene organizzate in piccoli villaggi. Tali insediamenti, tutt’altro che isolati, rappresentavano una realtà dinamica e ben strutturata, con la quale i Greci entrarono in contatto quando, alla fine dell’VIII secolo a.C., approdarono sulle coste ioniche della Calabria.
Le testimonianze archeologiche restituiscono un panorama articolato e vivace: abitati, luoghi di culto e necropoli mostrano una società complessa, saldamente radicata sul territorio, documentando come la Piana di Sibari fosse già densamente abitata e culturalmente attiva ben prima della fondazione della colonia greca di Sybaris, fra 720-710 a.C. I siti archeologici più significativi e meglio noti sono Broglio di Trebisacce, Francavilla Marittima e Torre Mordillo. I reperti rinvenuti in questi centri raccontano di comunità capaci di relazioni commerciali con il Mediterraneo e l’Oriente e in grado di sviluppare forme di organizzazione sociale complesse, in cui spiccano élite aristocratiche e pratiche religiose codificate. In sostanza, realtà tutt’altro che primitive, ma già partecipi di grandi reti culturali e di scambio.
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