Costruite attorno al 50 d.C., le terme di Copiae si trovano in un punto centrale della città antica, nei pressi dell’incrocio tra due importanti assi viari (plateia A e plateia B) e non lontano dall’emiciclo-teatro, in quella che doveva essere l’area pubblica della città.
L’ingresso principale era orientato a nord, verso le strade principali, e immetteva in una serie di ambienti comunicanti, pavimentati in opus spicatum, una tecnica che prevedeva la disposizione a spina di pesce di piccoli mattoni in terracotta. Da qui si accedeva alle sale riscaldate: il tepidarium (ambiente tiepido) e il calidarium (ambiente caldo). Quest’ultimo conserva ancora oggi il sistema di ipocausto, cioè di riscaldamento, ben visibile grazie alle colonnine in terracotta che sostenevano il pavimento: l’aria
... leggi di più >Costruite attorno al 50 d.C., le terme di Copiae si trovano in un punto centrale della città antica, nei pressi dell’incrocio tra due importanti assi viari (plateia A e plateia B) e non lontano dall’emiciclo-teatro, in quella che doveva essere l’area pubblica della città.
L’ingresso principale era orientato a nord, verso le strade principali, e immetteva in una serie di ambienti comunicanti, pavimentati in opus spicatum, una tecnica che prevedeva la disposizione a spina di pesce di piccoli mattoni in terracotta. Da qui si accedeva alle sale riscaldate: il tepidarium (ambiente tiepido) e il calidarium (ambiente caldo). Quest’ultimo conserva ancora oggi il sistema di ipocausto, cioè di riscaldamento, ben visibile grazie alle colonnine in terracotta che sostenevano il pavimento: l’aria calda, prodotta nei praefurnia (forni), circolava sotto il pavimento e riscaldava l’ambiente.
Sul lato opposto dell’edificio si trovava il frigidarium, la sala fredda dotata di una vasca per i bagni (natatio), destinata al ristoro dopo le fasi calde del percorso termale. I pavimenti delle stanze principali erano decorati con mosaici in bianco e nero, ornati con motivi geometrici e scene tipiche della cultura termale romana.
Le terme vennero ristrutturate più volte nei secoli successivi, segno di un utilizzo prolungato. In età tardoantica, tra il V e il VII secolo d.C., l’edificio perse la sua funzione originaria e fu trasformato in luogo di culto cristiano, dimostrando come gli spazi pubblici romani potessero adattarsi a nuovi contesti spirituali senza perdere la loro centralità nella vita collettiva.
leggi meno <