Il sistema viario visibile oggi nell’area archeologica di Parco del Cavallo risale all’epoca della fondazione di Thurii, la colonia greca nata nella seconda metà del V secolo a.C. (nel 444 a.C.) su iniziativa di Atene. L’impianto urbano fu progettato dal celebre architetto e urbanista Ippodamo da Mileto, considerato uno dei padri dell’urbanistica antica, promotore di un modello di città ordinata, razionale e funzionale. L’aspetto straordinario di questo reticolo è che rimase sostanzialmente invariato anche dopo la rifondazione della città in epoca romana, quando nel 194 a.C. nacque la colonia di Copiae. I Romani ne rispettarono la struttura originaria, intervenendo solo con opere di manutenzione e ripavimentazione, senza modificarne la disposizione complessiva.
A fornirci preziose
... leggi di più >Il sistema viario visibile oggi nell’area archeologica di Parco del Cavallo risale all’epoca della fondazione di Thurii, la colonia greca nata nella seconda metà del V secolo a.C. (nel 444 a.C.) su iniziativa di Atene. L’impianto urbano fu progettato dal celebre architetto e urbanista Ippodamo da Mileto, considerato uno dei padri dell’urbanistica antica, promotore di un modello di città ordinata, razionale e funzionale. L’aspetto straordinario di questo reticolo è che rimase sostanzialmente invariato anche dopo la rifondazione della città in epoca romana, quando nel 194 a.C. nacque la colonia di Copiae. I Romani ne rispettarono la struttura originaria, intervenendo solo con opere di manutenzione e ripavimentazione, senza modificarne la disposizione complessiva.
A fornirci preziose informazioni sulla rete stradale è lo storico Diodoro Siculo, che nel I secolo a.C. descrive l’organizzazione del reticolo viario di epoca greca: quattro strade principali disposte in senso longitudinale e tre in senso trasversale. Le strade maggiori portavano nomi di divinità: Herakleia, Aphrodisia, Olympiàs e Dionysiàs; mentre le trasversali erano chiamate Heroa, Thouria e Thourina, forse in riferimento a eroi locali o alla stessa città.
Nell’area oggi visitabile, due di questi assi viari sono ancora percorribili. Il primo, noto come plateia B, segue un orientamento est-ovest ed è caratterizzato da un tracciato rettilineo ben conservato. All’altezza delle terme incrocia un secondo grande asse, la plateia A, che procede da nord a sud e conduce fino alla Porta Nord, uno degli accessi principali alla città.
Queste strade, larghe e pavimentate, non erano semplici vie di comunicazione: rappresentavano la spina dorsale del tessuto urbano, attorno a cui si organizzavano abitazioni, edifici pubblici, spazi commerciali e aree sacre. La loro conservazione fino a oggi racconta la lunga durata e la continuità di vita urbana di un sito che, da Thurii a Copiae, ha mantenuto intatta la propria struttura per circa dieci secoli.
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