Anfora panatenaica apula a figure rossa
Dove
Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide
Località Casabianca – Frazione Sibari
87011 – Cassano All’Ionio (CS)
Descrizione
Anfora con decorazione a figure rosse ed elementi sovraddipinti in bianco e giallo. Il vaso presenta l’orlo svasato e privo di decorazione, il collo alto con decorazione a palmette nella parte superiore
... leggi di più >Anfora con decorazione a figure rosse ed elementi sovraddipinti in bianco e giallo. Il vaso presenta l’orlo svasato e privo di decorazione, il collo alto con decorazione a palmette nella parte superiore e con motivo a linguette in quella inferiore; le prese laterali sono piatte e allungate (anse a nastro). Il corpo del vaso è caratterizzato da una forma ovoidale e da una ricca decorazione figurata, delimitata in alto da una fascia decorativa a onde e in basso da una fascia ornata con meandri e quadrati con puntino centrale; al di sotto delle anse sono presenti palmette a girali.
La scena che decora uno dei lati raffigura un tempietto (heroon) da cui pendono uno scudo e alcune ruote. All’interno dell’edificio è raffigurata una figura maschile, avvolta in un abito ampio (chitone), seduta di tre quarti su uno sgabello; di fronte all’uomo vi è un fanciullo, appoggiato a una canna e con le gambe incrociate, coperto solo da un panno (clamide) che scende sul petto e sulla spalla destra. Fra i due personaggi è raffigurato un cagnolino bianco che salta verso il fanciullo, mentre ai lati del tempietto sono rappresentate quattro figure, maschili e femminili, disposte su due livelli.
La scena presente sull’altro lato dell’anfora raffigura un tempietto (heroon) decorato con rami vegetali; dal tetto pendono un elmo, una spada, due ruote e alcuni festoni. Al suo interno è rappresentato un cratere nella parte centrale, mentre appoggiati alle colonne dell’edificio vi sono un elmo con testa di gorgone e una corazza anatomica. Ai lati della scena sono raffigurati quattro soggetti, maschili e femminili, disposti su due livelli.
L’anfora è un raffinato prodotto di artigianato dell’Italia meridionale, realizzato in Apulia (odierna Puglia settentrionale) e molto diffuso tra il IV e il III secolo a.C. nelle città della Magna Grecia e nei centri indigeni in contatto con esse. Fu rinvenuta come parte del corredo di una tomba “a camera” scoperta negli anni ’70 in località Salto, presso Cariati. Due aspetti del vaso ne rivelano la funzione funeraria e il legame simbolico con il defunto: la decorazione, che richiama l’universo eroico e guerriero — corazza, scudo, armi — e l’elemento dell’aldilà, rappresentato dal tempietto vuoto; inoltre, un foro praticato sul fondo indica come l’anfora non fosse destinata a contenere liquidi, ma avesse un uso esclusivamente rituale. Anche gli altri oggetti del corredo rimandano alla stessa sfera simbolica: una corazza anatomica e un elmo in bronzo, armi (lance e spada), cinturoni, vasi metallici e oggetti votivi; tutti elementi che alludono all’ideale del guerriero aristocratico, figura di prestigio e potere. Il tipo di sepoltura stessa conferma l’alto rango del defunto. La tomba a camera è, infatti, un ambiente sotterraneo di dimensioni variabili, accessibile tramite un corridoio d’ingresso (dromos) e rappresenta una tipologia ampiamente diffusa nel mondo greco tra il V e il III secolo a.C. e riservata a personaggi di elevata condizione sociale. Nel complesso, la sepoltura del “guerriero” di Cariati testimonia un momento di intensa interazione culturale tra Greci e Brettii, popolazione italica della Calabria. Se, da un lato, l’architettura e la ceramica rivelano l’influsso ellenico, dall’altro, la monumentalità e la simbologia militare esprimono l’identità e l’autonomia di un’élite locale consapevole del proprio ruolo politico e culturale.
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