Falcetto in ferro
Dove
Museo Archeologico Nazionale di Amendolara
Piazza Giovanni XXIII
87071 – Amendolara (CS)
Descrizione
Il falcetto, rinvenuto in frammenti, è stato ricomposto. La lama è corrosa e presenta un profilo arcuato, con margine interno assottigliato e punta appiattita. L’immanicatura ha uno spessore progressivamente
... leggi di più >Il falcetto, rinvenuto in frammenti, è stato ricomposto. La lama è corrosa e presenta un profilo arcuato, con margine interno assottigliato e punta appiattita. L’immanicatura ha uno spessore progressivamente sempre più sottile.
La tomba 100 risale alla fase più antica di uso della necropoli di Paladino Ovest (700-665 a.C.). Era costituita da una fossa rettangolare scavata nel terreno e rivestita di pietre. Grazie alla precisa documentazione realizzata da Juliette de La Genière durante lo scavo archeologico, conosciamo la posizione esatta degli oggetti che accompagnavano il defunto: questo falcetto, in particolare, si trovava all’estremità della tomba, dietro la testa.
Il falcetto era uno strumento usato per la potatura e la mietitura, diffuso in alcune tombe maschili delle necropoli del VIII-VII secolo a.C. della Basilicata e della Calabria settentrionale. Nel caso della tomba 100, a esso si affiancano una lancia, una spilla (fibula) e alcuni vasi in ceramica. La loro presenza lascia ipotizzare che il defunto fosse un uomo adulto impegnato nella vita produttiva della comunità, oltre che nella sua difesa militare.
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