Frammenti di terracotta votiva con raffigurazione femminile (cosiddetta Dama di Sibari)
Dove
Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide
Località Casabianca – Frazione Sibari
87011 – Cassano All’Ionio (CS)
Descrizione
Frammenti di lastrina in terracotta (pinax) raffiguranti una figura femminile ritratta in piedi. Il primo frammento conserva la parte superiore del busto, coperto da un tessuto decorato con motivo ad archetti
... leggi di più >Frammenti di lastrina in terracotta (pinax) raffiguranti una figura femminile ritratta in piedi. Il primo frammento conserva la parte superiore del busto, coperto da un tessuto decorato con motivo ad archetti, lungo il quale scende il braccio sinistro, coperto a sua volta da una stoffa sottile a reticolo. Il secondo frammento corrisponde a parte del braccio destro e alla vita della figura femminile, avvolta dalla parte superiore di una gonna finemente ricamata, che si conserva in gran parte sul terzo frammento. La decorazione della gonna si compone di quattro registri di scene figurate: nella prima, la rappresentazione di una figura maschile che porta sulle spalle un personaggio maschile armato è stata interpretata come la raffigurazione del trasporto del corpo senza vita di Achille da parte dell’amico Aiace, secondo l’episodio narrato nell’Iliade. Segue una doppia fascia con un corteo di cinque fanciulle che si tengono per mano, anch’esse abbigliate con vesti riccamente ornate, e di quattro fanciulli nella stessa posa, ritratti in nudità. Il registro inferiore presenta, infine, due sfingi contrapposte.
La ricostruzione delle parti mancanti dei frammenti di pinakes in terracotta si basa sul confronto con la cosiddetta Dama di Sibari, una statuetta fittile riconducibile alla tipologia del pinax figurato. Il reperto fu rinvenuto intorno alla metà del XIX secolo sulla collina superiore del Timpone della Motta, a Francavilla Marittima (CS), un’area di grande rilevanza cultuale in età arcaica. La statuina è generalmente interpretata come una figura femminile di alto rango, forse un’offerente o una divinità, coerentemente con il carattere sacro del Timpone della Motta. Le pinakes e le statuette fittili rinvenute nel sito avevano una funzione votiva e testimoniano l’intensa attività religiosa e artistica della comunità sibarita e delle popolazioni locali in età arcaica.
Dal punto di vista stilistico, la Dama di Sibari mostra caratteristiche tipiche della coroplastica magnogreca, con influssi greci orientali e una raffinata resa dell’abbigliamento e dell’acconciatura. Proprio queste qualità formali rendono il reperto un modello di riferimento fondamentale per la ricostruzione di altri frammenti fittili provenienti dallo stesso contesto, come quelli esposti al museo della Sibaritide. È possibile oggi ammirarli grazie al lavoro di recupero di beni trafugati negli anni ’70 presso il Timpone della Motta condotto negli anni dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale. È stato così possibile riunire i primi due frammenti della statuina fittile, trovati durante scavi condotti negli anni ’90 del secolo scorso con il frammento finito in circostanze sconosciute sul mercato antiquario e in seguito acquisito dal J.P. Getty Museum di Malibu-Los Angeles.
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