Grande contenitore per liquidi in ceramica a figure rosse
Dove
Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide
Località Casabianca – Frazione Sibari
87011 – Cassano All’Ionio (CS)
Descrizione
Grande contenitore per liquidi (stamnos) con decorazione a figure rosse. Presenta un orlo con decorazione a ovoli, basso collo di forma cilindrica e due manici (anse) impostati sul corpo del vaso. Questo
... leggi di più >Grande contenitore per liquidi (stamnos) con decorazione a figure rosse. Presenta un orlo con decorazione a ovoli, basso collo di forma cilindrica e due manici (anse) impostati sul corpo del vaso. Questo, di forma ovoidale, poggia su un piede ad anello e presenta una ricca decorazione figurata, chiusa in basso da un motivo a meandro, che raffigura su un lato il mito di Orizia, figlia del re ateniese Eretteo, rapita dal dio del vento Borea (Aquilone per i romani). Nonostante lo stato di conservazione della decorazione non sia ottimale, è possibile riconoscere le tre figure principali: Borea, alato, con corta veste, lunghi capelli e barba, dotato di piccole ali anche sui talloni; Orizia, che avanza verso il padre, ma volge il volto al dio che sta per afferrarla, è vestita con un abito lungo (peplo) e porta i capelli trattenuti da una fascia; vi è, infine, una figura maschile anziana e barbata, avvolta in un mantello e appoggiata a un bastone, identificabile con Eretteo, mitico re di Atene e padre della fanciulla, testimone impotente dell’evento. Sull’altro lato del vaso compaiono tre ulteriori personaggi: due figure femminili e una maschile con bastone, di cui non è chiara l’identificazione. A staccare le due scene, all’altezza dei manici laterali, vi sono motivi vegetali.
Nel 1948, a Trebisacce, in località San Rocco, presso il torrente Mazzucca, fu scoperta una tomba femminile con copertura a tetto realizzata con tegole (“a cappuccina”), databile alla metà del V secolo a.C. Tra i materiali deposti accanto alla defunta vi era questo stamnos a figure rosse, insieme a tre piccoli vasi per contenere unguenti e oli profumati (lekythoi). Il mito di Orizia e Borea raffigurato sul vaso era un tema molto amato dai decoratori dei vasi greci (ceramografi) e compare spesso nella decorazione dei vasi realizzati in Attica. L’Attica è la regione dell’antica Grecia in cui sorge Atene, ed era in quell’epoca un vivace centro di produzione, celebre per la qualità dei suoi manufatti e per la raffinatezza delle decorazioni a figure rosse. Il mito narra che la giovane, mentre giocava sulle rive del fiume Ilisso, fu sorpresa da Borea, il vento del nord, che la sollevò in un turbine e la portò con sé nella sua dimora in Tracia, dove la prese in sposa. Dalla loro unione nacquero Zete e Calaide, i Boreadi (cioè i “figli di Borea”), coinvolti nelle gesta degli Argonauti. La presenza di un ricco corredo nella sepoltura della donna ci testimonia la ricchezza e il prestigio della defunta, oltre a rivelare i solidi legami commerciali e culturali tra la Magna Grecia e la madrepatria.
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