Piatto in ceramica sigillata arretina
Descrizione
Frammenti di un piatto in terra sigillata arretina, di cui si conserva circa la metà. L’orlo appare leggermente svasato, con profilo arrotondato e solcature concentriche, presenti anche all’interno
... leggi di più >Frammenti di un piatto in terra sigillata arretina, di cui si conserva circa la metà. L’orlo appare leggermente svasato, con profilo arrotondato e solcature concentriche, presenti anche all’interno a definire il passaggio tra vasca e fondo.
Il piatto rappresenta una testimonianza della prima produzione di ceramica sigillata italica, nota come sigillata arretina, così chiamata dalla città di Arretium (l’attuale Arezzo), principale centro di origine e diffusione di questa classe ceramica. Qui, soprattutto a partire dal 30 a.C., operarono ben 90 officine per la produzione di questo raffinato vasellame, che veniva esportato in tutto il Mediterraneo.
La sigillata arretina si distingue per l’impasto depurato e la vernice rossa brillante, ottenuta mediante un rivestimento argilloso fine e ricco di ferro, applicato prima della cottura in atmosfera ossidante. I servizi da mensa, sia lisci che decorati a stampo, imitavano modelli metallici e ceramici di età ellenistica e repubblicana e furono ampiamente esportati in tutto il mondo romano, in particolare tra l’età augustea e tiberiana, grazie anche alla creazione di officine in Italia e nelle province occidentali (Gallia, Spagna).
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