Piatto in ceramica sigillata arretina
Dove
Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna
via Hera Lacinia
88900 Crotone
Descrizione
Frammenti di un piatto in terra sigillata arretina, di cui si conserva circa la metà. L’orlo appare leggermente svasato, con profilo arrotondato e solcature concentriche, presenti anche all’interno
... leggi di più >Frammenti di un piatto in terra sigillata arretina, di cui si conserva circa la metà. L’orlo appare leggermente svasato, con profilo arrotondato e solcature concentriche, presenti anche all’interno a definire il passaggio tra vasca e fondo.
Il piatto rappresenta una testimonianza della prima produzione di ceramica sigillata italica, nota come sigillata arretina, così chiamata dalla città di Arretium (l’attuale Arezzo), principale centro di origine e diffusione di questa classe ceramica. Qui, soprattutto a partire dal 30 a.C., operarono ben 90 officine per la produzione di questo raffinato vasellame, che veniva esportato in tutto il Mediterraneo.
La sigillata arretina si distingue per l’impasto depurato e la vernice rossa brillante, ottenuta mediante un rivestimento argilloso fine e ricco di ferro, applicato prima della cottura in atmosfera ossidante. I servizi da mensa, sia lisci che decorati a stampo, imitavano modelli metallici e ceramici di età ellenistica e repubblicana e furono ampiamente esportati in tutto il mondo romano, in particolare tra l’età augustea e tiberiana, grazie anche alla creazione di officine in Italia e nelle province occidentali (Gallia, Spagna).
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