Statua in bronzo raffigurante un toro (cosiddetto “Toro cozzante”)
Dove
Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide
Località Casabianca – Frazione Sibari
87011 – Cassano All’Ionio (CS)
Descrizione
La statua in bronzo raffigura un toro nel momento della carica (“cozzante”). Il capo, inclinato in avanti e verso il basso, è sormontato da corna piccole e appuntite, che sporgono al di sopra delle
... leggi di più >La statua in bronzo raffigura un toro nel momento della carica (“cozzante”). Il capo, inclinato in avanti e verso il basso, è sormontato da corna piccole e appuntite, che sporgono al di sopra delle orecchie, rotonde e ben definite. Tra le corna e la fronte si notano ciocche di peli a rilievo, di forma tondeggiante. Il volto, dalla superficie liscia, presenta grandi occhi affusolati con palpebre ben delineate e un muso contraddistinto da narici ampie. Sul collo, una serie di pieghe evidenzia la muscolatura, distinguendola dal resto del corpo, reso in una posa dinamica, con le zampe anteriori disposte a diverse altezze.
L’opera è stata realizzata mediante la tecnica della fusione a cera persa, con grande raffinatezza: la resa del movimento, la tensione muscolare e l’espressività dell’animale conferiscono alla statua una vivacità intensa. Nella parte inferiore del busto, tuttavia, la superficie appare meno levigata rispetto al resto del corpo: ciò è dovuto all’inserimento di frammenti di bronzo non lavorati con la stessa precisione, impiegati in un intervento di restauro eseguito in epoca antica.
L’opera costituisce uno dei capolavori della bronzistica della Magna Grecia e porta con sé un forte valore simbolico. Il toro “cozzante”, ritratto nell’atto di carica, era l’emblema distintivo della città di Thurii e compare anche sulle monete coniate dalla città-stato tra il V e il IV secolo a.C.
È stata ritrovata in un edificio pubblico della colonia di Copiae, all’interno del santuario costruito in età romana e dedicato alle divinità orientali. A questa seconda fase di vita all’interno dello spazio religioso si deve, infatti, il restauro compiuto nella parte bassa del corpo. Secondo alcuni studiosi, qui l’opera non rappresentava un oggetto decorativo, ma aveva assunto un significato simbolico completamente diverso rispetto al passato: probabilmente la sua immagine era stata associata al dio Apis, divinità del mondo egizio venerata all’interno del santuario, che generalmente veniva rappresentato proprio nelle sembianze di un toro.
leggi meno <
APPROFONDIMENTI >
Esplora le aree di Crotone e Sibari
La Storia ti aspetta all interno dei siti Archeologici di Crotone e Sibari. Inizia la tua visita.
pianificaScopri gli eventi in corso
Concerti, degustazioni e mostre dedicate per rivivere la storia della Magna Grecia.
scopri di piùVivi i Parchi e i Musei
La Storia ti aspetta all’interno dei siti Archeologici di Crotone e Sibari. Inizia la tua visita.